Navigazione e routing: cosa fa davvero l’AI nella pianificazione della rotta 1.1
Share
Navigazione e pianificazione della rotta (routing)
Uno dei primi ambiti in cui ci si potrebbe aspettare un forte impatto dell’intelligenza artificiale è la pianificazione della rotta. In realtà, osservando il mercato attuale, le applicazioni realmente basate su AI sono ancora piuttosto limitate.
Da molti anni esistono infatti sistemi di autorouting integrati nei plotter cartografici e nelle applicazioni di navigazione. Software come quelli basati sulle cartografie Navionics sono in grado, già da tempo, di calcolare automaticamente una rotta tra due punti tenendo conto di fattori come: il pescaggio dell’imbarcazione, la presenza di ostacoli, le zone interdette o la profondità dei fondali. In pratica il sistema genera una serie di waypoint e propone un percorso sicuro sulla carta nautica.
Si tratta però di software deterministici tradizionali, che seguono regole precise e algoritmi definiti in anticipo, piuttosto che di veri sistemi di intelligenza artificiale.
Negli ultimi tempi alcune aziende stanno iniziando a introdurre funzioni che vengono presentate come AI applicata alla navigazione. Un esempio è l’applicazione Boat Connect, che integra strumenti di pianificazione della crociera con suggerimenti basati sull’analisi dei dati. L’app permette di organizzare una rotta tenendo conto delle soste, delle località turistiche, dei porti disponibili e dei servizi presenti lungo il percorso. A queste funzioni si stanno aggiungendo strumenti basati su intelligenza artificiale capaci di suggerire destinazioni, punti di interesse e possibili tappe lungo la navigazione.
Secondo quanto annunciato dagli sviluppatori, nelle prossime versioni verranno integrate anche funzioni di analisi meteo assistita da AI, che dovrebbero aiutare a valutare le condizioni lungo la rotta e migliorare la pianificazione della navigazione.
Anche alcuni produttori di strumentazione nautica stanno iniziando a muoversi in questa direzione. Aziende come Furuno, ad esempio, hanno cominciato ad introdurre nei propri sistemi di navigazione funzioni definite AI routing, pensate per suggerire il percorso più efficiente o sicuro in base ai dati disponibili.
Resta però una domanda importante: quanto di queste funzioni sia realmente intelligenza artificiale e quanto invece rappresenti semplicemente un’evoluzione degli algoritmi di autorouting già esistenti.
In molti casi, infatti, la tecnologia attuale sembra essere ancora più vicina a sistemi avanzati di calcolo della rotta piuttosto che a un vero processo decisionale autonomo basato su apprendimento e interpretazione del contesto.
Navigazione e rilevamento degli ostacoli
Una delle applicazione dell’intelligenza artificiale che sta iniziando a trovare un utilizzo reale nella nautica riguarda la rilevazione degli ostacoli tramite telecamere intelligenti.
Da molti anni le imbarcazioni, soprattutto quelle di fascia medio-alta e i superyacht, montano sistemi di visione notturna o telecamere termiche pensati per migliorare la sicurezza durante la navigazione. Tuttavia questi strumenti hanno sempre avuto un limite importante: forniscono semplicemente un’immagine, lasciando all’operatore il compito di interpretarla.
Nella pratica, proprio per questo motivo, questi sistemi vengono spesso utilizzati poco. Molti comandanti preferiscono affidarsi alla propria esperienza e agli strumenti tradizionali come radar e AIS, perché osservare un monitor con immagini termiche o notturne richiede attenzione e non sempre permette di distinguere chiaramente cosa si stia guardando.
Qui entra in gioco una delle applicazioni più interessanti dell’intelligenza artificiale nel settore.
Aziende come SEA.AI hanno sviluppato sistemi che combinano telecamere ottiche, termiche e visori notturni con software di analisi automatica delle immagini. Il sistema non si limita quindi a mostrare ciò che la telecamera vede, ma analizza continuamente il flusso video per individuare oggetti potenzialmente pericolosi.
Attraverso algoritmi di riconoscimento visivo, il software può evidenziare automaticamente elementi presenti in mare come: imbarcazioni, boe, tronchi galleggianti o persone in acqua, segnalando all’operatore la loro presenza tramite indicatori sul display o avvisi di sicurezza.
In questo modo la telecamera non diventa più soltanto uno strumento di osservazione passiva, ma si trasforma in un sistema di visione attiva, capace di assistere l’equipaggio nell’individuazione dei pericoli e nell’interpretazione delle immagini.
È proprio questo passaggio – dalla semplice visualizzazione dei dati alla loro interpretazione automatica – che rappresenta uno degli ambiti in cui l’intelligenza artificiale sta iniziando a trovare applicazioni concrete nella navigazione.