Ormeggio assistito e AI: come funzionano davvero i sistemi automatici 1.2
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Manovra e ormeggio assistito
Un altro ambito in cui l’intelligenza artificiale potrebbe avere un impatto significativo è quello delle manovre in porto e dell’ormeggio assistito, una delle fasi più delicate della navigazione.
Negli ultimi anni diversi produttori hanno già introdotto sistemi che facilitano le manovre a bassa velocità, come joystick integrati, controlli elettronici dei motori e sistemi di posizionamento dinamico semplificati. Si tratta però, anche in questo caso, principalmente di automazioni basate su algoritmi tradizionali, progettate per controllare con precisione propulsori, timoni e thruster, piuttosto che di veri sistemi di intelligenza artificiale.
Un passo ulteriore in questa direzione è stato mostrato recentemente da Navico, uno dei principali gruppi mondiali nel settore dell’elettronica nautica, che comprende marchi molto diffusi tra i diportisti come Lowrance, Simrad e B&G. Durante il Miami International Boat Show tenutosi dal 14 al 18 febbraio, l’azienda ha presentato una dimostrazione di un sistema di ormeggio completamente automatico.
Il sistema utilizza una combinazione di telecamere, sensori e software di analisi dell’ambiente circostante per rilevare gli spazi disponibili e guidare l’imbarcazione fino al punto di ormeggio. Una volta individuata la posizione, il sistema prende il controllo della propulsione e dei comandi di bordo per condurre la barca dal punto A al punto B senza intervento diretto del comandante.
Si tratta senza dubbio di una delle dimostrazioni più avanzate viste finora nel settore della nautica da diporto. Tuttavia è importante ricordare che, almeno per il momento, questa tecnologia è stata mostrata principalmente come una dimostrazione durante una fiera, e non come un prodotto già disponibile sul mercato.
Inoltre, anche in questo caso resta aperta la stessa domanda che emerge in molte altre applicazioni tecnologiche: quanto di questo sistema sia realmente basato su modelli di intelligenza artificiale e quanto invece su algoritmi di automazione avanzata, simili a quelli utilizzati da anni nel settore automobilistico per i sistemi di parcheggio automatico.
L’ambiente marino presenta infatti una complessità molto maggiore rispetto a quello stradale. Fattori come: vento, corrente, spostamenti dell’imbarcazione e variabili ambientali rendono le manovre in porto molto meno prevedibili.
Per questo motivo, anche se dimostrazioni come quella di Navico mostrano direzioni tecnologiche interessanti, sarà necessario capire se e quando queste soluzioni diventeranno prodotti realmente diffusi e affidabili nel mondo della nautica.
Nei prossimi anni sarà interessante osservare se altri grandi produttori seguiranno questa strada oppure se queste tecnologie rimarranno, almeno per il momento, soprattutto prototipi dimostrativi presentati durante i saloni nautici.